Pirati informatici utilizzavano frequenze riservate al ministero della Difesa

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Pirati informatici utilizzavano
frequenze riservate al ministero della Difesa

Utilizzavano abusivamente frequenze riservate attraverso radiocollari applicati su cani da caccia

Redazione Online

Modello di radiocollare
Modello di radiocollare

L’utilizzo di apparecchiature non conformi alla legge, comporta la violazione dell’art. 617 bis del codice penale («Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche») e comporta il pagamento di una sanzione 7.500 euro. La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha individuati nell’ambito di un’attività di monitoraggio sull’utilizzo abusivo di frequenze riservate, l’utilizzo di tali apparecchiature in Basilicata. Gli uomini della Polizia di Stato hanno individuato la posizione dei radio collari satellitari applicati su cani da caccia, durante battute di addestramento cani nelle zone montane della provincia. Attraverso idonee apparecchiature radioelettriche, gli investigatori hanno potuto determinare la presenza in «aria» di segnali pulsanti a cadenza fissa di notevole potenza, sulla frequenza 155.600 Mhz, assegnata dal piano nazionale delle frequenze al Ministero della Difesa (D.M.27.05.2015). A tal proposito, si precisa che: «L’utilizzo di frequenze riservate al Ministero della Difesa può causare seri problemi di interferenza nelle comunicazioni radio e dati militari che in questo delicato momento devono poter operare al massimo delle loro potenzialità». Si continueranno i dovuti monitoraggi e controlli al fine di prevenire illeciti.

Giovedì 24 dicembre 2015

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