Natuzzi paga l'azienda che ricolloca gli esuberi ma che non sia una concorrente

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Natuzzi paga l'azienda che ricolloca gli esuberi
ma che non sia una concorrente

Siglata l'intesa fra la holding italiana e i sindacati durante il vertice per fare il punto sulla riorganizzazione aziendale

Redazione Online

Lavoratori in stabilimento Natuzzi
Lavoratori in stabilimento Natuzzi

Un bonus di 5mila euro per i lavoratori Natuzzi che aderiranno alla proposta di ricollocazione presso altre aziende e incentivi fino a 40mila euro per i lavoratori che acconsentiranno alla mobilità non opposta. Questi sono i risultati dell'incontro, svoltosi presso gli uffici di Confindustria Bari, tra i vertici del Gruppo Natuzzi ed i sindacati di categoria Filca-Cisl, Feneal-Uil e Fillea-Cgil di Puglia e Basilicata e delle province di Bari, Taranto e Matera. L'azienda del mobile imbottivo pagherà altre aziende, purché non concorrenti, per collocare i dipendenti in esubero. Grazie ad un incentivo di 12 mila euro, in tre tranches annuali, destinata all’imprenditore che assume e di 5 mila euro per i lavoratori che aderiscono alla proposta di ricollocazione. È quanto prevede l’accordo siglato tra la Natuzzi — azienda che produce divani in Puglia — e i sindacati per la gestione di 364 esuberi, vale a dire i dipendenti rimasti fuori dal contratto di solidarietà che riguarda altri 1.918 dipendenti, individuati secondo i cosiddetti criteri sociali. Per i lavoratori che, invece, acconsentiranno alla mobilità «non opposta», sono previsti incentivi fino a 40 mila euro lordi per le adesioni che arriveranno entro dicembre (30 mila per quelle dal 1° gennaio al 31 marzo, 20 mila per quelle dal 1° aprile al 30 giugno; oltre il 30 giugno, invece, non sono più previsti incentivi). Il vertice era stato convocato per verificare lo stato di avanzamento del piano di riorganizzazione aziendale, con particolare riferimento alla gestione del personale in esubero collocato dal 15 ottobre scorso in cassa integrazione straordinaria a seguito della cessazione di attività dello stabilimento di Ginosa (Taranto).

«L’accordo siglato a marzo dello scorso anno — spiega il direttore del personale di Natuzzi Antonio Cavallera — ha come obiettivo di non lasciare nessuno a casa. Per questo, oltre al contratto di solidarietà per 1.918 collaboratori che in due anni torneranno al lavorare per l’intero orario di lavoro grazie a un processo di innovazione di prodotto e di processo industriale, abbiamo cercato strumenti di gestione per ricollocare anche gli esuberi. Grazie a un piano di reindustrializzazione del territorio che prevede l’insediamento di aziende non in concorrenza con Natuzzi, dal settore agroalimentare a quello dei trasporti. Per questo abbiamo previsto una dote ulteriore rispetto alle agevolazioni di legge».

«Abbiamo deciso responsabilmente – dichiara Enzo Gallo, Segretario generale della Filca Puglia Basilicata – di dare una decisa accelerata al piano di gestione, sia per arrivare preparati alla scadenza della Cigs, nel mese di ottobre 2016, che per onorare gli importanti accordi sottoscritti ai ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro. In particolare – spiega Gallo – Natuzzi si è impegnata a completare entro questo mese i colloqui individuali con i lavoratori in esubero. L’esito del colloquio servirà ad individuare il percorso che il lavoratore potrà seguire per uscire dallo stato di difficoltà e per definire il piano di formazione per la ricollocazione. Molto positiva, invece, è la decisione di Natuzzi di prevedere incentivi sia per le imprese che assumeranno, che per gli stesi lavoratori. In particolare – spiega il segretario generale della Filca Puglia Basilicata - Natuzzi si è dichiarata disponibile a riconoscere alle imprese non in concorrenza con il Gruppo, che assumeranno i lavoratori in esubero a tempo indeterminato, un importo di 12mila euro lorde, diviso in tre tranches annuali. Per il lavoratore che accetterà, invece, il Gruppo di Santeramo in Colle verserà un importo pari a 5mila euro lordi. Inoltre Natuzzi mette a disposizione delle imprese gli stabilimenti dismessi di Altamura e Ginosa. L’azienda, poi, ha confermato la disponibilità ad erogare un incentivo ai lavoratori che acconsentiranno alla mobilità non opposta. Per le adesioni che arriveranno entro dicembre – aggiunge – sono previsti 40mila euro, per quelle dal 1° gennaio al 31 marzo 30mila euro, e per quelle dal 1° aprile al 30 giugno 20mila euro (importi lordi). Oltre il 30 giugno, invece, non sono più previsti incentivi. Nel corso dell’incontro, infine, è stata ribadita la necessità di intensificare le attività di monitoraggio del piano di gestione esuberi attraverso la costituzione di una task force dedicata a livello territoriale, che affiancherà la cabina di regia già costituita presso il Mise. La nostra intenzione – conclude Gallo - è quella di coinvolgere le Regioni Puglia e Basilicata, e le sedi Confindustria di Bari, Taranto e Matera, tutti soggetti che dovranno rafforzare ruolo e strumenti per il funzionamento dell’accordo»

Sabato 12 dicembre 2015

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