Class action contro illegittimo blocco degli stipendi della Pa

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Class action contro illegittimo
blocco degli stipendi della Pa

Con la stessa azione il Codacons chiede insieme ai dipendenti pubblici il rinnovo dei contratti collettivi per il personale pubblico dipendente dall'1.1. 2016, obbligo direttamente scaturente dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178/201

Redazione Online

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Al via da ieri l’azione collettiva del Codacons contro lo Stato per l'illegittimo blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici della Basilicata, fermi dal 2010. 

L’associazione dei consumatori ha pubblicato sul proprio sito internet la pagina attraverso la quale tutti i lavoratori interessati possono aderire alla class action e ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali subiti.  Come è noto - spiega il Codacons - la sentenza della Corte Costituzionale n. 178 del 24 giugno 2015 ha stabilito che il blocco dei contratti del pubblico impiego attuato con il dl n. 78/2010, conv. in Legge n. 122/2010, è illegittimo ma ha limitato tale illegittimità solo al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa. Per tale ragione i 34.575 pubblici dipendenti della Basilicata possono ora chiedere un indennizzo da «attività legittima» dello Stato che ha bloccato per 6 anni la contrattazione e, contestualmente, possono chiedere un vero e proprio risarcimento per inadempimento dell'obbligo per il periodo successivo alla pubblicazione della sentenza, ossia a far data dal 30 luglio 2015 fino all'effettivo rinnovo. Con la stessa azione il Codacons chiede insieme ai dipendenti pubblici il rinnovo dei contratti collettivi per il personale pubblico dipendente dall' 1.1. 2016, obbligo direttamente scaturente dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015. La richiesta che ciascun pubblico dipendente può formulare dunque è di 100 euro al mese a titolo di indennizzo per il periodo che va dal 2010 al 30 luglio 2015 e di 200 euro al mese per il periodo successivo al 30 luglio 2015, perdurando l’inadempimento ormai chiaramente sanzionato dalla Corte stessa, per un totale di 8.800 euro a lavoratore. 

Giovedì 7 gennaio 2016

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