La vertenza Telecom - Datacontact risolta momentaneamente per altri 3 mesi

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La vertenza Telecom - Datacontact
risolta momentaneamente per altri 3 mesi

Il tavolo materano che ha portato alla proroga della commessa Telecom, ha però lasciato insoddisfatti tutti gli interlocutori locali

Redazione Online

Foto dell'incontro
Foto dell'incontro

Il tavolo materano che ha portato alla proroga della commessa Telecom per altri tre mesi, ha però lasciato insoddisfatti tutti gli interlocutori locali, mentre i deputati Antezza e Vico (PD) e Latronico (Cor), anch'essi presenti, hanno ribadito il loro impegno nel difendere i posti di lavoro e l’operato dell’azienda di Matera.

«Quattro ore di serrato confronto per arrivare ad un risultato che non soddisfa nessuno, che trasla di pochi giorni l’esplosione di una problematica complessa e che rischia di compromettere il futuro lavorativo di una comunità aziendale composta da circa 1300 giovani lavoratori. Il tavolo di crisi, richiesto dalla presidenza della Giunta Regionale di Basilicata e prontamente attivato nel pomeriggio di ieri dal Prefetto di Matera, Sua Eccellenza Dott.ssa Antonella Bellomo, ha visto uniti i vertici istituzionali locali, parlamentari, quattro sigle sindacali e l’azienda nella richiesta a Telecom Italia di riconsiderare le sue posizioni in merito alla volontà di non proseguire il rapporto di collaborazione in essere per la gestione del servizio 119 TIM, nella sede di Matera, oltre la naturale scadenza del contratto prevista al 31 dicembre 2015».

È quanto si legge in una nota diffusa dalla direzione aziendale di Datacontact.  

«La presunta violazione del codice etico del committente Telecom Italia, contro la quale Datacontact ha in più occasioni fornito evidenze della sua assoluta buona fede e delle azioni di riassetto societario ed organizzativo, che in altri importanti relazioni commerciali con committenti anche di maggiore calibro della società di telecomunicazioni sono state considerate congrue per garantire la onorabilità oltre che l’efficienza ed efficacia nella conduzione operativa delle attività di contact center, continua ad essere contestata dalla nostra società con la richiesta di riapertura di un tavolo di confronto committente-fornitore, già prospettata in due formali occasioni senza ottenere alcuna risposta da parte di Telecom Italia. La soluzione fortemente richiesta dalle istituzioni locali dopo un serrato confronto, in cui le posizioni di Telecom Italia espresse dai rappresentanti della società intervenuti in loco e in audioconferenza sono parse tra loro contraddittorie, ovvero la garanzia di una proroga contrattuale di tre mesi che garantisca l’intera platea dei lavoratori coinvolti, in attesa della convocazione di un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico con il coinvolgimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, non è sufficiente per Datacontact a contenere il grido di allarme lanciato con la richiesta di apertura del tavolo di crisi. Il rischio concreto che l’interruzione della commessa Telecom Italia, condotta con brillanti risultati quali-quantitativi in undici anni di servizio, possa compromettere il complessivo equilibrio organizzativo dell’azienda, che occupa tra Basilicata e Puglia oltre 1.300 unità, non consente di abbassare la guarda e giammai di considerare chiusa la vicenda. Saranno, le prossime, giornate di intenso lavoro con l’unico obiettivo di salvaguardare un patrimonio di competenze e professionalità in cui l’azienda ha sin dall’inizio fortemente creduto e per le quali ha continuamente investito, valorizzando il territorio sempre e a prescindere, anche quando le tendenze del mercato portavano la gran parte degli imprenditori del settore a scegliere, per opportunità ed incentivi, altri ambiti territoriali. Ci si batterà, in tutte le sedi e con il supporto, già concretamente manifestato, delle istituzioni locali e nazionali e di tutte le rappresentanze sindacali, per non depauperare questo patrimonio intangibile di grande valore che non può essere svenduto».

«Siamo insoddisfatti dell’esito interlocutorio dell’incontro sulla vertenza Datacontact, benché lo stesso sia stato utile per definire il terreno preliminare a individuare le soluzioni che dovranno salvaguardare l’intera platea dei circa 400 lavoratori».

Questo è quanto dichiara la delegazione di Cgil Cisl e Uil di Basilicata, unitamente alle rispettive federazioni di categoria dei servizi e delle telecomunicazioni.

«Non si può dire - dichiarano i sindacati - che la chiarezza sia stato l'elemento che ha contraddistinto il tavolo tenuto ieri in prefettura per la questione relativa al mancato rinnovo della commessa Telecom su cui lavorano 400 lavoratori della sede Datacontact di Matera che rischiano la perdita del posto di lavoro. Telecom ha infatti espresso posizioni ambigue e contraddittorie con dichiarazioni contrastanti tra quanto dichiarato dai referenti territoriali presenti al tavolo e il responsabile nazionale delle relazioni industriali, Onofrio Capogrosso, che ha partecipato in teleconferenza. Solo dopo le durissime prese di posizione dei sindacati confederali, della Regione Basilicata e dello stesso Prefetto, l'azienda ha dichiarato di concedere a Datacontact una proroga di tre mesi necessaria al subentro di un nuovo imprenditore che rileverà la commessa. È stata inoltre accolta la richiesta, espressa come punto prioritario da Cgil Cisl Uil, che la commessa resti su Matera e che l'impresa subentrante garantisca l'applicazione del Ccnl e il rispetto delle relazioni sindacali dei diritti dei lavoratori. Resta la preoccupazione per la dichiarazione fatta solo ieri da Telecom della previsione di un calo dei volumi di lavoro, in quanto parte degli stessi sarebbero stati ricollocati su altre aziende fornitrici di Telecom per lo stesso servizio. Come sindacati abbiamo dichiarato irresponsabile e scorretto l'atteggiamento di Telecom che, nel corso di una trattativa, ha spostato pezzi importanti di lavoro, sottraendoli al call center di Matera e mettendo cosi a repentaglio i posti di lavoro. È stato, pertanto, chiesto l'immediato rientro di tutti i volumi. Ribadita, inoltre, l'importanza della convocazione urgentissima del tavolo richiesto al Mise, al fine di fare chiarezza definitiva sui volumi di lavoro e ribadire che l'imprenditore subentrante abbia determinate caratteristiche qualitative, oltre che per discutere del rischio, dichiarato da Datacontact, di tenuta dell’azienda. Le parti hanno concordato di rivedersi subito all’inizio di gennaio».

«Nella vertenza che oppone Telecom alla società materana Datacontact e che rischia di compromettere il lavoro di oltre 400 lavoratori, oltre che gli assetti di un'azienda che ha meritato e continua a meritare la fiducia di grandi operatori nazionali, auspichiamo una riconsiderazione della posizione espressa da Telecom orientata a rescindere il rapporto contrattuale con Datacontact». Lo ha dichiarato l'on. Cosimo Latronico ( Cor ) partecipando all'incontro in Prefettura a Matera. «Non sfugge a Telecom che Datacontact rappresenta una realtà aziendale con i requisiti operativi e formali per potere svolgere ed assumere nuove commesse, con un patrimonio di abilità e di competenze che sarebbe un peccato disperdere. In un momento così difficile per il tessuto produttivo della regione espellere dai fornitori Telecom un gruppo aziendale che ha mostrato di avere capacità operative e professionali, è uno scenario da evitare. Auspichiamo una riconsiderazione delle posizione da parte di Telecom per assicurare continuità contrattuale ai lavoratori e prosecuzione del lavoro all'azienda materana».

Inoltre i sindacati Fistel-Cisl e UIlcom –Uil proclamano lo stato di agitazione dei lavoratori Sielte presenti nell’unità produttiva della Basilicata. «La proclamazione – spiegano - si è resa necessaria a fronte della commessa non rinnovata da parte di Telecom Italia alla Sielte spa, azienda operante nel settore Tlc.

I motivi che hanno portato Telecom a prendere questa decisione non sono noti, ma il paradosso – aggiungono i sindacati - è che la stessa Telecom non ha internalizzato il lavoro ma avrebbe intenzione di assegnarlo ad altri ignorando, o meglio non facendo rispettare quello che sono gli accordi previsti sia nel Ccnl di Settore Tlc, sia quelli sottoscritti con Asstel in sede di Mise. Pertanto circa 30 lavoratori operanti sul territorio della Basilicata rischiano di perdere il lavoro o di essere collocati in mobilità sapendo questo cosa comporta. Le scriventi unitamente alla Rsu aziendale hanno richiesto un incontro all’assessore regionale per trovare una possibile soluzione alla questione».

Aggiornamento del 30/12/2015

«È stata raggiunta oggi un’intesa tra Datacontact e Telecom per il mantenimento dei normali volumi di lavoro per tutta la durata della proroga, pari a tre mesi, e non per un solo mese come inizialmente comunicato da Telecom nel corso del vertice in prefettura di lunedì». Lo rendono noto i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Angelo Summa, Nino Falotico e Carmine Vaccaro, che hanno ottenuto la notizia da autorevoli fonti regionali. Per i tre leader sindacali «l’intesa, grazie anche alla mediazione della Regione, accoglie una delle richieste più urgenti fatte da Cgil Cisl Uil al tavolo delle trattative, vale a dire assicurare i volumi produttivi e i livelli occupazionali per tutta la durata della proroga. Non è un punto di svolta perché resta l’incognita sul futuro - continuano Summa, Falotico e Vaccaro - ma potrebbe rappresentare un primo cambiamento di rotta nel negoziato». Per i segretari di Cgil Cisl Uil «il mantenimento dei livelli occupazionali, vale a dire la difesa di tutti i 400 posti di lavoro di Datacontact, è una condizione imprescindibile anche in presenza di nuovo soggetto imprenditoriale. Non accetteremo ridimensionamenti né di volumi né di occupati in una realtà che ha già versato un tributo pesante alla crisi economica. L’auspicio è che, con la convergenza di tutti i soggetti istituzionali, datoriali e sociali coinvolti nella vertenza, si possa trovare rapidamente un’intesa che vada nell’interesse dei lavoratori e di un territorio che merita nuovi investimenti e non disimpegni». 

Martedì 29 dicembre 2015

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