Basilicata: dal 2011 chiusi circa. 1.600 attività commerciali e pubblici esercizi

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Basilicata: dal 2011 chiusi circa
1.600 attività commerciali e pubblici esercizi

La Confesercenti pone l'attenzione anche sul tema della desertificazione nei centri urbani

Redazione Online

Confesercenti Potenza e Provincia
Confesercenti Potenza e Provincia

«Tra il 2011 e il 2015 in Basilicata 1.575 negozi hanno abbassato la saracinesca e continua ad avanzare la desertificazione di attività commerciali e pubblici esercizi specie nei centri urbani»: lo ha reso noto la Confesercenti di Potenza, ricordando che nell’anno che sta per finire si è registrato «un saldo negativo nazionale di oltre 29 mila imprese».  Si tratta di «un crollo meno grave di quello registrato nel 2014 (meno 34 mila) ma comunque peggiore delle attese». Secondo la Confesercenti, «attività commerciali e pubblici esercizi non sono ancora usciti da uno stato di difficoltà che ormai dura da cinque anni. La ripartenza dei consumi, che pure c'è stata, è ancora troppo recente e modesta per portare ad una rapida inversione di tendenza, anche se finalmente nel 2015 tornano a calare le chiusure di imprese. Preoccupa, però, la frenata di nuove aperture, bloccate dalla stretta del credito e dalla riduzione dei margini di impresa, erosi dalla crisi e da una fiscalità cresciuta quasi costantemente negli ultimi cinque anni. Per mettere il settore in condizioni di ripartire davvero bisogna ridurre il peso che grava su negozi, locali e botteghe»

Le attese dei commercianti della provincia di Potenza sono tutte per la stagione dei saldi che comincia nel primo fine settimana del 2016. Da oggi si allestiscono già le vetrine e si programma la campagna promozionale. Sono soprattutto i titolari di negozi di abbigliamento a sperare nelle vendite scontate. Lo sottolinea una nota della Confesercenti di Potenza.

I saldi

Complice un Natale che non ha portato i risultati sperati sulle vendite, con i consumi in calo rispetto al trend nazionale, i commercianti dell’abbigliamento hanno risentito in particolare dell’inverno caldo con loden, piumini, giacche e pantaloni invernali ancora negli scaffali e con la preoccupazione che i capi più importanti della stagione 2015-2016 restino invenduti. C’è poi un fenomeno cresciuto anche in Basilicata – rileva la Fismo (settore moda Confesercenti) – di sconti e promozioni che alcuni negozi hanno già avviato a ridosso delle festività di Natale. A far di conto, i negozi già in clima di saldi invernali, a detta della Confesercenti, sono stati un buon 20-25% in più rispetto a quelli del 2014. Un fenomeno ormai incontrollabile. Le associazioni di settore lamentano una scarsità sui controlli che, di fatto, oltre a permettere il dilagare del fenomeno, colpisce anche quei pochi commercianti onesti. Le contravvenzioni – queste sconosciute – potrebbero essere applicate e sarebbero anche salate: tra i mille e i 3mila euro, con l’aggravante della chiusura dell’attività commerciale dai 3 ai 20 giorni, per chi applica i saldi fuori dal periodo consentito. Ma nessuno le eleva. In poche parole, perché, evitando il muro conto muro, non si mettono in campo nuove idee e strategie per rendere concrete e credibili tali tipologie di vendite, secondo principi di «liberalizzazione, ma puntualmente controllata? Il gruppo dirigente di Confesercenti da anni impegnato su tali temi in maniera innovativa, lancia provocatoriamente il sasso in un ambiente stagnante ed è pronto a confrontarsi con tutti i soggetti interessati, per proporre ed attuare sperimentazioni innovative condivise e per andare incontro alle rinnovate esigenze di imprenditori, mercati in cambiamento continuo, oltre che naturalmente alle esigenze di risparmio dei consumatori. Per Ilaria Ricciardi, presidente Fismo (settore moda Confesercenti): «Oltre alle tasse, sulla delicata situazione del settore abbigliamento e accessori moda incide anche una data d’inizio saldi invernali troppo ravvicinata alle festività e tale da comportare un sostanziale fermo del settore durante il periodo natalizio».

Nel capoluogo regionale – sottolinea Prospero Cassino, presidente Confesercenti – abbiamo sostenuto la campagna della Camera di Commercio per promuovere gli acquisti in città. La tendenza dei potentini di sfruttare l’opportunità dei saldi nei grandi centri commerciali di Battipaglia, Salerno, Napoli e in parte Bari non è certo una novità che continua a penalizzare la nostra economia specie nel centro storico dove le vendite natalizie sono state decisamente sotto tono. Ed anche questo il segnale dell’esigenza di un progetto più complessivo di rilancio del centro potentino.

Giovedì 31 dicembre 2015

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